Compagnia d’Arte Drummatica
 
 
 
 
Teatro sonoro
Il gioco di parole, in Compagnia d’Arte Drummatica, è chiaramente evocativo dell’ambiente teatrale. Inoltre, il lavoro svolto da diversi anni, ci ha portato a prendere coscienza di essere musicisti  (o meglio suonisti) appassionati alle possibilità di applicazione e relazione della musica con le altre arti, che c
reano una 'fisicità' che il suono in sè non ha. Sono nate così le collaborazioni con videomaker, artisti figurativi, danzatori, che hanno anche cambiato il nostro approccio al fare musica fino a portarci, nelle occasioni in cui non interagiamo con altri, a una particolare qualità di spettacolo, di 'teatro sonoro'. Un lavoro verso una ricerca dei punti di contatto tra la musica e il teatro in particolare, sempre mantenendo fede a una visione 'cameristica', credendo cioè nella possibilità di sonorizzazione che nasca da un collettivo di piccole dimensioni, in cui l'estrema elementarità dei mezzi operati porti a costruire delle macchinazioni che abbiano contemporaneamente il prestigio della enorme complicazione, dell'enorme raffinatezza e la irrisoria e irridente semplicità dei mezzi messi in opera.
 
Una ricerca
- sul semplice 'suono' degli strumenti per creare un universo 'teatrale' per lo spettatore;
- sul 'suono in sè' come veicolo di senso (e non tanto di significato), anche mediante l'utilizzo di voci 'lontane', di cui non riusciamo a decifrare i significati e le logiche grammaticali ma dalle quali veniamo sopraffatti per la qualità 'umana' e per la particolare sonorità di una lingua;
- sulla dimensione 'incidentale' per giungere a sonorizzazioni nelle quali la musica non vive autonomamente ma, al contrario, in interazione continua rispetto alle azioni o ai testi presenti nello spettacolo;
- sulle possibilità di evocare le emozioni e di supportarle in maniera diretta, premusicale, cioè non sottoposta a legami di tipo melodico, armonico o contappuntistico;
- sull'attenzione per il silenzio e l'economia dei suoni, per cui l'annullamento di qualsiasi suono (qualcosa colpisce, sempre e comunque, la nostra percezione acustica) o un intervento minimo da parte di ciascun musicista, possono creare una situazione percettiva irreale, astratta, che se ricercata può dare effetti suggestivi di straniamento, di attenzione amplificata all'azione;
- sulla creazione musicale che può essere stimolata dalle gestualità attivate per produrre suoni;
- sull'attenzione per gli spettatori che sono 'immersi' in uno spettacolo che si svolge anche davanti ai loro occhi per cui le azioni e i passaggi dei musicisti alle varie parti dello strumentario (e dello spazio scenico) possano essere connotati in maniera teatrale;
- sulle possibilità di coinvolgimento degli spettatori proprio secondo logiche di 'immersione', condizionati dalle quali ci lasciamo avvolgere da sonoro e azione senza pensare alle logiche costitutive e grammaticali relative.